Gli orari dei pasti familiari
Una delle cose che spesso si cambia in vacanza o in viaggio è l'orario dei pasti.
Con i bambini questo è solo parzialmente possibile.
Se si tratta di lattanti il problema semplicemente non sussiste: quando il piccolo a fame si fa sentire e non ci sono scuse, bisogna sfamarlo.
Intorno ai 5 mesi i pasti si assestano in numero di 5, ad orari abbastanza fissi e su questi si fondano gli orari dello svezzamento.
In linea di massima dal momento dello svezzamento ai circa 2 anni sarà difficile essere molto elastici con gli orari dei pasti ed è meglio cercare di rispettarli.
In caso di viaggi che portino ad un cambio di fuso orario rilevante vale la pena sentire il consiglio del pediatra per abituare il piccolo ad un cambiamento che non riguarderà solo il pasto, ma tutta la ruotine giornaliera.
Al di là dei casi limite quando si prevede di essere in viaggio durante l'orario del pasto è bene premunirsi per tempo con una pappa da trasporto e sopratutto, con biscotti o formaggini che è possibile servire anche in “movimento” per esempio in macchina o a piedi.
Quando in fine il bimbo molto piccolo piange perchè a fame e non c'è modo alcuno di sfamarlo, c'è solo d'avere pazienza.
A volte il pianto del bambino e l'ansia della mamma possono portare a fare delle grosse sciocchezze. Allattare un bambino in un'auto in movimento, non vuol dire calmare il piccolo, ma attentare alla sua vita. In caso di una brusca frenata o di un tamponamento, infatti, l'abbraccio della mamma può non essere sufficiente ad evitare il peggio.
Orari per mangiare
fuori casa
Quando si viaggia con i bambini, sopratutto se piccoli, sarebbe bello riuscire a mantenere il più possibile gli orari a cui sono abituati. Ciò nonostante, questo è talvolta impossibile ed è bene ricordarsi delle abitudini del paese in cui siamo ospitati per non correre rischi.
Nelle grandi capitali di Europa, ristoranti e bar sono di solito aperti 24 al giorno, ma se ci spostiamo in una realtà più piccola, anche se di poco, le cose cambiano.
In Nord Europa, (Germania, Belgio, Olanda, Regno Unito, Irlanda) ma anche in alcune zone dell’altitalia, d’abitudine si cena introno alle 6/7 di pomeriggio. Cercare un ristorante aperto alle 21.00 a Bruges d’inverno è una questione fuori discussione (per inciso, nella specifica situazione ci trovammo, io e mio marito, ancora ragazzi e senza figli, a cenare con un panino e un boccale di birra in un bistrò fumoso di una via traversa di Bruges, dove il padrone, colto da spirito caritativo, ci fornì due toast).
Anche i supermercati e i piccoli esercenti chiudono prima che da noi, cosa da tenere presente nel caso in cui si debba fare la spesa per la cena o si atterri particolarmente tardi all’aeroporto.
Nel Sud Europa (Spagna, Grecia) gli orari sono spostati di una o due ore rispetto alla media italiana.
Questo implica avere ristoranti, bar e negozi aperti alle 10 di notte, ma non alle 8 di mattina.
In particolare, quando si viaggia, è da tenere presente la “siesta” pomeridiana, che assicura la chiusura di molti esercenti in Spagna. In Grecia la siesta non è canonizzata, ma nella penisola ellenica il viver bene è uno stile di vita: una sana flemma filosofica pervade i più e rilassa il turista che se ne lascia coinvolgere.