Le vacanze estive
Iniziano le vacanze estive e con esse il tormentone: “dove andate in ferie?” Affiancato, quest'anno da un altro tormentone millaneristico “ma ce la faremo ad andare in ferie”?, espressione più che altro di circostanza perchè in Italia alle vacanze, come alla pizza, non si rinuncia mai.
Resta il fatto che quando si tratta di parlare di bambini è necessario creare problemi, e così salta fuori il dato della diminuzione del numero dei bambini in viaggio e il fatto che è sempre più difficile scegliere le mete per loro.
Che l'anno passato il 36 percento dei bambini sotto i 14 anni non abbia fatto neppure quattro giorni di vacanza, ci pare assai improbabile, non tanto per sfiducia verso gli analisti dell'Istat, ma per esperienza diretta del modo un cui vengono rilevati i dati analizzati, una rete di analisi dalle cui maglie potrebbero scappare balene e capidogli, figuriamoci gli italiani più giovani.
Rimane il fatto che, come dicevo prima, il binomio figli e problemi sembra essere inscindibile.
Chiunque abbia dei figli sa quanto questi cambino la vita, e sarebbe inutile retorica rimarcarlo ancora una volta, quello che lascia perplessi è come i piccoli riescano a spostare totalmente il baricentro dell'esistenza di chi sta loro intorno al punto da far sorgere un caso da ogni sciocchezza.
E le ferie sono uno dei casi più eclatanti.
Dove andare per fare felice il pargolo?
Il mare fa bene, la montagna fortifica, la città d'arte educa, ma sono i divertimenti che rendono “felice”! E così, mare, montagna o quant'altro tutti a cercare un luogo in cui ci siano le giostre, il parco divertimenti, l'acquario spaziale o, come minimo, i gonfiabili. Ma la vera aspirazione è il parco a tema.
E così i si cerca di attrarre i piccoli turisti con ogni sorta di divertimento, tanto che in Romagna, la regione Italiana a cui tutti dovrebbero guardare per imparare come si fa a creare una vera impresa turistica, questi sono presenti in altissimo numero. I ragazzi che sfrecciavano per l'Emilia da una discoteca all'altra, ora percorrono le stesse strade per portare i propri figli a divertirsi.
Chiariamo subito: niente in contrario al parco a tema, che è un'esperienza che vale la pena al pari di molte altre, ma anche questo, come altre questioni, rischia di diventare un alibi per non affrontare un problema endemico della struttura turistica italiana.
Viaggiare in Italia, sopratutto con i bambini è sempre più problematico. Le code al gate di un aeroporto, le contrattazioni sui liquidi da portare a bordo, sono nulla in confronto alle carenze endemiche che si trova ad affrontare il turista italiano, sopratutto se con prole.
In un articolo del Venerdì di Repubblica, le città d'arte sono definite “noiose” dai ragazzi.
Le città, d'arte o non, prima di essere noiose sono “respingenti”.