Viaggiare in Gravidanza
le premesse
Iniziamo da un concetto fondamentale: se esistono problemi veri e conclamati durante il periodo della gravidanza il medico e solo il medico può dare indicazioni sul modo di affrontare il viaggio, come anche la vita quotidiana, altrimenti la gravidanza rappresenta solo un'esperienza bella, intesa, e comunque da vivere.
La cosa più frequente che si sente dire ultimamente al riguardo è “la gravidanza non è una malattia!”
Frase fatta e a pensarci a mente fredda anche un po' assurda. Se la gravidanza fosse un male, saremmo estinti da qualche millennio. Ma la verità è che spesso, sopratutto in Italia, sopratutto negli ultimi decenni, un pancione (e un bambino piccolo) sono eventi rari da vedere in giro.
A questo si aggiunge un età di parto molto spostata in avanti rispetto alla tradizione e alla fisiologia: dal punto di vista prettamente fisico, sorvolando su quello psicologico e sociale, una donna è feconda già a 16 anni, avere il primo figlio a 30 vuol dire un “ritardo” sull'organismo di un decennio abbondante.
Tutto questo crea uno stato d'ansia nella donna e in chi le sta intorno per tutto ciò che riguarda il perdo dei 9 mesi di gestazione.
In parte le continue analisi e i controlli acuiscono questo stato da “cavia ospedaliera”, il che è un altro assurdo creato dal nostro cervello: i continui controlli ci dovrebbero rassicurare: non agitare, ed aiutarci a pensare che oggi siamo molto più protette e coccolate delle nostre ave che talvolta si trovavano ad avere le doglie del parto mentre seminavano un campo.
Gli aspetti sociali della gravidanza sono molteplici e le superstizioni e le fantasie favolistiche sul sesso tali e tante che spesso una donna che rimane incinta si trova sommersa da una valanga di consigli, indicazioni e aneddoti (per lo più non cercati) da rimanere stordita e di cui farebbe anche volentieri a meno.
Quando ho scoperto di aspettare la mia prima figlia ero contenti
ssima (e anche un po' impaurita, diciamo la verità) e appena potevo informavo tutti gli amici.
In particolare ho ricevuto la telefonata di un'amica mentre ero in auto, di notte, fuori città. Avevo l'auricolare e ho continuato a chiacchierare amabilmente. Quando lei ha realizzato dove mi trovassi se ne è uscita con un “Ma come sei in macchina? E stai GUIDANDO??? e Sei da SOLA!!!!”
Avessi fatto parapendio senza paracadute sarebbe stata meno allarmata.
E dire che il test l'avevo fatto pochi giorni prima, segno che la mia piccola era di pochissimi centimetri, ben protetti nel mio utero, dalla mia pancia e dalla cintura di sicurezza.
Non importava: avrei potuto andare a sbattere, essere tamponata, finire fuori strada: tutte cose che sarebbero potute accadere in qualsiasi momento con effetti non meno gravi, ma che erano messi in evidenza ORA perchè ero incinta.
Dunque la gravidanza spesso acutizza e mette in evidenza rischi e possibilità che ci sono a prescindere, ma a cui si pensa solo quando il rischio è il proseguimento della specie (e la cosa dovrebbe farci riflettere!)